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lunedì 25 marzo 2013

Collegamento tra alimentazione e comportamento


Nuovi studi dimostrano uno stretto collegamento tra alimentazione e comportamento
Tratto da www.crime-times.org Vol. 4, No. 1, 1998. Pagine 1, 2,3,4.



Traduzione di Chiara Guarascio








La giusta alimentazione può rendere un bambino meno iperattivo, alleviare la depressione di un adulto o anche ridurre aggressività e azioni antisociali? Alcune recenti ricerche forniscono dei risultati sorprendenti sul valore delle modifiche dietetiche in una vasta gamma di disordini comportamentali ed emozionali.



Dieta e comportamento infantile.



Alcuni ricercatori negli anni ’70 iniziarono a chiedersi se vi fossero connessioni tra alimentazione e comportamento. Al giorno d’oggi nuovi e più sofisticati studi hanno rivelato l’effettiva esistenza della connessione cibo-comportamento in molti bambini.



J. Breakey ha ripreso degli studi su cibo e comportamento condotti tra il 1985 e il 1995 e ha concluso che i risultati “mostrano una chiara relazione” tra ciò che i bambini mangiano e il modo in cui si comportano. “La scoperta più importante” afferma “è stata la presenza -in quasi tutti gli studi- di una variazione statisticamente significativa del comportamento in seguito a un cambiamento dietetico.” Inoltre gli studi hanno rivelato una continuità di risposte alle variazioni alimentari “più delle prime aspettative di “tutto o nulla””.
Sebbene sia riferito che i cambiamenti nella dieta possano migliorare una vasta rosa di problemi comportamentali, inclusi l’iperattività e l’insonnia, Breakey afferma che “un’importante e inaspettata scoperta di un gran numero di ricercatori è che la sintomatologia maggiormente influenzata dall’alimentazione è a livello di umore, soprattutto l’irritabilità”.



Dieta e aggressività.



Mentre la maggior parte degli studi su alimentazione e comportamento si sono focalizzati sulla riduzione dell’iperattività, ci sono prove che la dieta ha anche una forte influenza sull’aggressività. Il medico Melvyn Werbach cita alcuni esempi.



-Uno studio ha scoperto che 20 soggetti con una carenza marginale di tiamina erano impulsivi, altamente irritabili, aggressivi e ipersensibili alle critiche. Dopo che alla loro dieta fu aggiunto un supplemento di tiamina, il comportamento dei soggetti migliorò sensibilmente.
-Alcune ricerche mostrano che tra gli adolescenti maschi la carenza di ferro è associata direttamente al comportamento aggressivo. Inoltre un altro studio ha messo in evidenza il fatto che tra gli adolescenti in carcere la carenza di ferro ha un’incidenza quasi doppia rispetto a quella dei coetanei non detenuti. Werbach sostiene che studi su animali indicano che la carenza di ferro può causare alterazioni comportamentali in quanto diminuisce la trasmissione di dopamina.
-Altri studi riportano che i ratti a cui viene fornita un’alimentazione carente dell’aminoacido triptofano diventano più aggressivi nei confronti dei topi. Inoltre una ricerca sulle scimmie della specie Cercopiteco verde ha dimostrato che se viene loro somministrato cibo privo di triptofano, l’aggressività dei maschi aumenta, mentre il cibo ricco di triptofano riduce l’aggressività sia nei maschi che nelle femmine.



Queste scoperte non lasciano sorpresi, secondo Werbach, perchè il triptofano è il “mattone”, proveniente dalla dieta, che permette la formazione di serotonina chimica a livello del cervello, e bassi livelli di questo neurotrasmettitore sono fortemente collegati a problemi comportamentali inclusa l’aggressività impulsiva.
Anche se ci sono pochi studi disponibili sul collegamento tra dieta e aggressività, Werbach conclude: “Studi epidemiologici hanno trovato in più occasioni associazioni tra comportamenti iperaggressivi e deficienze di svariati nutrienti essenziali: niacina, acido pantotenico, tiamina, vitamina B6, vitamina C, ferro, magnesio e triptofano”. Questi fatti, sostiene “persuadono che sarebbe importante valutare un approccio nutrizionale nel trattamento della sindrome del comportamenti aggressivo”.



Dieta e umore.



La depressione, un serio problema di per sé, è anche un fattore di rischio per l’aggressività e anche per un comportamento criminale. Recenti ricerche mettono in risalto un forte collegamento tra la depressione e le carenze dietetiche, in particolare quella della vitamina B9 (acido folico).



Dall’inizio degli anni ’80 una serie di studi ha dimostrato che bassi livelli di acido folico sono correlati con la depressione. Jonathan E. Alpert e Maurizio Fava hanno recentemente notato che “i sintomi depressivi sono le manifestazioni neuropsichiatriche più comuni della carenza di folati” e che circa un terzo degli adulti a cui sono stati diagnosticati dei disordini depressivi hanno livelli di folati bassi o al limite della carenza. Gli studi di Alpert e Fava, così come quelli di altri ricercatori, suggeriscono anche che i pazienti depressi con bassi livelli di folati rispondono poco al trattamento antidepressivo, rispetto ai soggetti con normali livelli di folati.
T.M. Ortega e colleghi affermano che la relazione tra depressione e bassi livelli di folati è facilmente spiegabile “a causa del ruolo dei folati nella sintesi dei neurotrasmettitori e degli elementi della struttura neuronale”.
Un altro oligoelemento legato strettamente all’uomore è il selenio. I ricercatori britannisci David Benton e Richard Cook hanno riferito per primi, nel 1991, che nei soggetti normali un’assunzione maggiore di selenio è “associata ad un miglioramento generale dell’umore e in particolare a una diminuzione dell’ansia. “Più basso è il livello di selenio nella dieta di questi soggetti” riferirono Benton e Cook “maggiori sono le loro segnalazioni di ansia, depressione e stanchezza”, tutti problemi che diminuirono dopo cinque settimane di assunzione di un supplemento di selenio.
Wayne C. Hawkes e Linda Hombostel hanno recentemente condotto un simile esperimento negli Stati Uniti, studiando gli effetti dell’assunzione e della carenza di selenio in 11 uomini sani. “L’aggiunta del selenio alla dieta dei nostri volontari non ha avuto alcun effetto su loro umore” dicono, apparentemente perchè i soggetti statunitensi in partenza avevano già maggiori livelli di selenio rispetto a quelli britannici. “Ad ogni modo” continuano “abbiamo notato che se toglievamo la maggior parte di selenio dalla loro dieta, peggiorava l’umore di quei volontari che prima della ricerca registravano un livello di selenio più basso degli altri. Questo fenomeno era simile a quello dello studio britannico, in cui l’umore delle persone con i livelli di selenio più bassi migliorava fornendogliene di più”.
Anche bassi livelli di triptofano possono favorire la depressione. Nel 1997, K. A. Smith et al. hanno studiato 15 donne che in passato avevano sofferto di grave depressione ma che non stavano più prendendo gli antidepressivi. Ai soggetti furono somministrati due tipi di bevande a base di aminoacidi, una contenente triptofano e l’altra no, e i loro sintomi depressivi vennero misurati prima e sette ore dopo l’assunzione delle bevande. “Le bevande non contenenti triptofano produssero una riduzione del 75% della concentrazione plasmatica di triptofano” riferiscono i ricercatori. “Dopo aver bevuto questa bevanda, 10 delle 15 donne manifestarono sintomi depressivi temporanei ma clinicamente significativi.” Nessuna variazione di umore venne registrata quando le pazienti bevvero la mistura contenente triptofano.
Dieta e criminalità.
Oltre a influenzare l’umore, l’aggressività e i sintomi dell’iperattività, l’alimentazione ha avuto un ruolo anche nell’aumento del quoziente intellettivo di alcuni bambini. Dato che l’iperattività, l’iperaggressività, la depressione e il QI sono associate alla criminalità, alcuni ricercatori stanno investigando sulla possibilità che l’alimentazione possa o meno influire nel trattamento dei criminali (e in particolare quelli giovani). Al Finora la ricerca, anche se condotta in modo abbastanza irregolare, ha dato risultati incoraggianti.
Nei primi anni ’80, Stephen Shoenthaler ha iniziato un nuovo programma alimentare in una dozzina di riformatori. I dati che ha raccolto hanno dimostrato che in seguito a queste variazioni dietetiche, che hanno interessato 8076 delinquenti minorenni, le istituzioni hanno registrato una diminuzione del 47% dei comportamenti antisociali incluse aggressioni, insubordinazione, tentati suicidi, e violazioni generali delle regole. Shoenthaler nota, inoltre, che “più violento era il comportamento dei soggetti prima della variazione alimentare, maggiore è stato il miglioramento”.
In uno studio tipico, Shoenthaler ha aggiunto dei supplementi alla dieta di 71 ospiti di un riformatorio di stato. Durante la fase di trattamento -uno studio incrociato a “doppio cieco” (in cui sia i soggetti esaminati che gli sperimentatori ignorano informazioni importanti che potrebbero influenzare pesantemente i risultati, n.d.t.), controllato con placebo- Shoenthaler riportò che “in generale la violenza era diminuita del 66%: da 306 episodi a 104. Gli episodi totali di allontanamento senza permesso e di fuga calarono dell’84%: da 79 a 13, mentre gli episodi di distruzione o furto di proprietà dello stato diminuirono del 51%: da 49 a 24.” Conclude che “l’esperimento ha dimostrato, in modo abbastanza convincente, che la supplementazione a dosi non rischiose comunque può dare una riduzione significativa della violenza e del comportamento antisociale nei minorenni detenuti.”
I risultati preliminari delle attuali ricerche di Shoenthaler hanno corroborato queste prime scoperte.
Sono necessari ulteriori dati.
I ricercatori che stanno studiando gli interventi a livello dietetico per i bambini con disturbi comportamentali, adolescenti disagiati e adulti antisociali sono esaltati dal costante aumento di prove del fatto che questi semplici accorgimenti possono avere un profondo impatto, ma anche frustrati dalla mancanza di interesse da parte di quasi tutti gli esponenti dell’ambiente medico. “Sfortunatamente l’idea che il comportamento disturbato e il crimine in particolar modo siano essenzialmente il risultato di fattori sociali avversi è così profondamente radicato nella società umana che coloro che tentano di condurre studi sui fattori non sociali, come le diete carenti, si trovano davanti a un percorso pieno di ostacoli” ha recentemente commentato il ricercatore Derek Bryce-Smith. “I comprovati collegamenti tra alimentazione e comportamento hanno una seria necessità di essere trattati con urgenza, e che la loro importanza venga riconosciuta”.
Fonti
"The role of diet and behaviour in childhood," J. Breakey, Journal of Paediatr. Child Health, 33, 1997, pp. 190-194. Indirizzo: J. Breakey, P.O. Box 8, Beachmere, QLD 4510, Australia.
"Nutritional influences on aggressive behavior," Melvyn R. Werbach, Journal of Orthomolecular Medicine, Vol. 7, No. 1, 1995.
"Nutrition and depression: the role of folate," Jonathan E. Alpert and Maurizio Fava, Nutrition Review, May 1997, Vol. 55, No. 5, pp. 145-149. Riferimento: Maurizio Fava, fax 1-617-726- 7541.
"The role of folates in the diverse biochemical processes that control mental function," T. M. Ortega, P. Andres, A. Lopez- Sobaler, A. Ortega, R. Redondo, A. Jimenez, e L. M. Jimenez, Nutr Hosp, Vol. 9, No. 4, July 1994, pp. 251-256.
"Effects of dietary selenium on mood in healthy men living in a metabolic research unit," W. C. Hawkes e L. Hornbostel, Biological Psychiatry, Vol. 39, No. 2, January 15, 1996, pp. 121-128.
"The impact of selenium supplementation on mood," David Benton e Richard Cook, Biological Psychiatry, Vol. 29, No. 11, June 1, 1991, pp. 1092-1098.
"Relapse of depression after rapid depletion of tryptophan," K. A. Smith, C. G. Fairburn, and P.J. Cowen, The Lancet, Vol. 349, No. 9056, March 29, 1997, pp. 915-919.
"Abstracts of early papers on the effects of vitamin and mineral supplementation on I.Q. and behaviour," Stephen J. Schoenthaler, Personal and Individual Differences, Vol. 12, No. 4, 1991, pp. 335-341.
"Crime and nourishment," Derek Bryce-Smith, Perspectives, March 15, 1996.





http://criminologia.iobloggo.com


sabato 2 febbraio 2013

Le vere meraviglie sono dentro di noi.

Viaggiando, cambiano gli orizzonti, cambiano i paesaggi ma le vere meraviglie come i veri problemi rimangono dentro di noi.
(F. Petrarca)

Il nostro compito più grande, assieme a quello di uscire alla scoperta del mondo esterno, é riuscire a costruire un percorso all'interno di noi stessi che ci porti a scoprire le infinite meraviglie nascoste nella nostra anima.

Come degli esploratori, impariamo ad usare le emozioni positive come segnali  per capire dove iniziare a scavare per conoscerci meglio.  Trovare le gemme nascoste lungo il nostro personale percorso non è una cosa semplice ma se spendiamo il tempo a guardare con maggiore attenzione, focalizzandoci su ciò che ci rende felici e non su quello che non abbiamo, forse riusciremo a fare del nostro viaggio un luogo migliore, qualunque siano le condizioni esterne.

Come ricorda anche Bruce Chatwin
La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.

giovedì 29 novembre 2012

Origine del termine "Coach"

Il coaching si sta rapidamente diffondendo in Italia ma non tutti conoscono l'origine ed il significato di questo termine
Nel XIX secolo in Inghilterra gli studenti universitari verso la fine del proprio percorso utilizzavano il termine coach per indicare i migliori tutor, dando loro titolo rispettoso e autorevole. Negli Stati Uniti, il coach nasce per sviluppare e incrementare la prestazione sportiva; ilcoach non solo guidava la squadra e la allenava, ma la seguiva dal punto di vista emotivo, la stimolava, creava spirito di gruppo per affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza. Attraverso la guida costante del coach i giocatori e il team sviluppavano quelle capacità e competenze che rendevano il gruppo stesso motivato e forte capace di raggiungere gli obiettivi attesi.

 

Il coaching è nato quindi in ambito sportivo ma si è esteso a tutti gli aspetti della vita che possiamo considerare come delle sfide. Avere un mentore, qualcuno che ti spinge a ragionare su come poter esprimere al meglio le tue capacità può essere un buon investimento. Un coach non si sostituisce mai alla persona che "allena" ed alcune associazioni di coaching hanno un codice etico che spiega il comportamento degli iscritti

https://www.icf-italia.org/cosa-e-icf/il-codice-di-etica-di-icf

Se vuoi saperne di più sul coaching leggi la pagina dedicata a questo su wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Coaching

sabato 3 novembre 2012

La depressione può essere un miglioramento?

Raffaele Morelli è un noto psichiatra e psicoterapeuta italiano. Si dedica da anni alla formazione psicoterapeutica di medici e psicologi e si è occupato spesso di depressione.

Il suo punto di vista è assolutamente semplice ed originale per identificare e guarire dal male oscuro.

La depressione è il miglioramento che la natura ci offre per "partorire noi stessi", per dirla con Fromm.

Uscirà il 6 Novembre il suo nuovo libro "Guarire senza le medicine" che è un saggio appello alla limitazione dell'uso dei farmaci per riscoprire le nostre capacità di autoguarigione.

Ti segnalo però un paio di video che forse dovresti vedere se conosci qualcuno che si comporta in maniera diversa da come ti aspetti: molto probabilmente alla base di tutto questo ci potrebbe essere una depressione.

Spesso un comportamento inaspettato è lo sforzo di dare vita al nostro vero io.

Depressione come prevenirla e curarla e

L'amico invisibile

Lascia la tua opinione, se vuoi condividere la tua esperienza o leggi questa bellissima poesia di Borges

 

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l’oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
e potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un’altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

 

giovedì 25 ottobre 2012

Quanti mondi ci perdiamo?

Guarda questo video e resta in contemplazione di una natura prepotentemente bella.

Quanti sono i  mondi che ci perdiamo? Quante le sensazioni di stupore che non proviamo, trascinati dalla balia del quotidiano?

Fermiamci un minuto a respirare la poesia di immagini e musica che non hanno bisogno del linguaggio umano. Sono sicuro che questo video avrà il potere di cambiare il tuo stato d'animo.

Buona visione e, se vuoi, lascia un commento. Ricorda che puoi usare la modalità schermo intero per il video cliccando sulle quattro frecce accanto alla scritta Vimeo.

[vimeo http://www.vimeo.com/45858333 w=500&h=281]

Within Two Worlds from Goldpaint Photography on Vimeo.

Grazie a Valentino Salvato per il link.

 

martedì 23 ottobre 2012

Vita e miracoli secondo Einstein

"Ci sono due modi per vivere la tua vita: uno è pensare che non ci siano miracoli l'altro è pensare che ogni cosa sia un miracolo" Einstein

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venerdì 5 ottobre 2012

L'individuo e la collettività

Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminusce,
perchè io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.

John Donne



 

sabato 8 settembre 2012

Mai dimenticare si essere gentile

Ogni persona che incontri sta lottando con i propri problemi. Sii gentile con lei. Non potrai risolverli al suo posto ma la tua gentilezza forse la incoraggerà a non rinunciare. La tua gentilezza può essere il miracolo che stava aspettando. Spesso, senza saperlo, facciamo veri miracoli.

Gustav Birth

mercoledì 5 settembre 2012

Mai perdere la fede ed attivare i comportamenti positivi

Guarda questo bellissimo video



...e pensa a queste parole di Gandhi

Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perché i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

Mahatma Gandhi

venerdì 31 agosto 2012

Un insegnamento da Rocky

« Né io né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita ... perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi ... e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti, così sei un vincente e se credi di essere forte lo devi dimostrare ... »

(Rocky dà una lezione di vita al figlio Robert)

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1ue94gA_jYc&w=420&h=315]

giovedì 23 agosto 2012

Ciò che è importante non cambia...

Tieni sempre presente

di Madre Teresa Di Calcutta


Tieni sempre presente
che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Pero' cio' che e' importante
non cambia; la tua forza
e la tua convinzione
non hanno eta'.

Il tuo spirito e' la colla
di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo
c'e' una linea di partenza.
Dietro ogni successo
c'e' un'altra delusione.
Fino a quando sei vivo,
sentiti vivo.

Se ti manca cio' che facevi,
torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti
si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca
il ferro che c'e' in te.
Fai in modo che invece
di compassione,
ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre,
cammina veloce.
Quando non potrai
camminare veloce, cammina.
Quando non potrai
camminare, usa il bastone.
Pero' non fermarti mai.

Madre Teresa di Calcutta

domenica 19 agosto 2012

Manuale di auto aiuto contro la depressione

Dice il Dr. Trazzi
Se dovessi pensare al motivo per il quale ho cominciato a pensare al progetto iPsicologo,

probabilmente partirei da una constatazione, una riflessione, che sociologi e studiosi dei

cambiamenti sociali feceromolto tempo prima dime. Ilmondo, comel’abbiamo conosciuto

fin’ora,ècambiato.Ilmondonelqualecitroviamononhasemplicementeacceleratol’accesso

dell’uomo alla comunicazione ed alla conoscenza, ma attraverso il web, gli smartphone,

facebookegoogle,lohasuperato.L’uomochesiaffacciaalnuovomillennio,halapossibilitàdi

accedere alle informazioni istantaneamente, limite che supera le sue capacità di

immagazzinamento e di riflessione rispetto alle stesse, e di gran lunga. Certo, non sempre

sonoinformazioni veritiere, certo,lamaggiorparte delle volte si rischia di creare unagran

confusione,sovrapponendopuntidivistadiversienonsempreautorevoli,malamiaopinione

è che questi limiti siano sfide che l’uomo contemporaneo ha il compito di riconoscere e,

quando possibile, superare.

 

Scarica qui il manuale di aiuto contro la depressione

http://www.ipsicologo.it/

domenica 29 luglio 2012

Giocare per vivere 10 anni di più

Questo bellissimo video ci informa della possibilità di usare la nostra testa per vivere di più e meglio.
Sicuramente devono essere controllate le basi scientifiche delle affermazioni effettuate ma usa il tuo buon senso per capire se i semplici consigli che riceverai ti sembrano interessanti.
Buona visione...



www.ted.com/talks/lang/it/jane_mcgonigal_the_game_that_can_give_you_10_extra_years_of_life.html



Sono una giocatrice, mi piace avere degli obiettivi. Mi piacciono le missioni speciali e gli obiettivi segreti. Ecco llora la mia missione speciale in questo discorso: cercherò di aumentare la durata della vita di tutti voi presenti in questa sala di sette minuti e mezzo. Vivrete letteralmente sette minuti e mezzo in più di quanto avreste vissuto solo per aver assistito a questo discorso.

Alcuni di voi sembrano un po' perplessi. Va bene, perché, controllate qui -- la matematica dimostra che è possibile. Adesso non ha molto senso. Lo spiegherò più avanti, osservate solo i numeri in fondo: più 7,68245837 minuti, saranno il mio regalo per voi se completerò la missione.

Avete anche voi una missione segreta. La vostra missione è scoprire come trascorrere quei sette minuti e mezzo extra. Io credo che dovreste fare qualcosa di insolito, perché sono minuti extra. Non potreste averli altrimenti.

Dato che sono una game designer, potreste pensare: so cosa vuole che facciamo con quei minuti, vuole che li passiamo a giocare. È un'ipotesi assolutamente ragionevole, considerando che ho preso l'abitudine di incoraggiare la gente a giocare di più. Per esempio, nel mio primo TEDTalk, ho proposto che il pianeta trascorra 21 miliardi di ore a settimana a giocare con i videogiochi.

21 miliardi di ore è tanto tempo. È così tanto tempo che il primo commento indesiderato che ho sentito da tutto il mondo da quando ho tenuto quel discorso è stato: Jane, i giochi sono fantastici, ma sul letto di morte, ti auguri veramente di passare il tempo a giocare a Angry Birds? L'idea che i giochi siano una perdita di tempo che arriveremo a rimpiangere è talmente diffusa, che io la sento letteralmente ovunque. Per esempio, una storia vera: qualche settimana fa, un autista di taxi, dopo aver scoperto che io e un amico eravamo in città per una conferenza di sviluppatori di videogiochi, si è girato e ha detto -- e cito -- "Odio i giochi. Una vita buttata. Immaginate di arrivare a fine vita e rimpiangere tutto quel tempo".

Voglio affrontare il problema seriamente. Voglio che i giochi siano una forza positiva per il mondo. Non voglio che chi gioca rimpianga il tempo trascorso a giocare, tempo che io li ho spinti a trascorrere giocando. Ultimamente ci ho pensato molto. Sul letto di morte, rimpiangeremo il tempo trascorso a giocare?

Potrebbe sorprendervi, ma si è scoperto che esiste una ricerca scientifica sulla questione. È vero. Gli infermieri negli ospizi, la gente che si prende cura di noi a fine vita, hanno recentemente pubblicato un rapporto sui rimpianti espressi più di frequente da coloro che sono letteralmente sul letto di morte. Ed è questo che voglio condividere con voi oggi, i primi cinque rimorsi dei moribondi.

Numero 1: Se solo non avessi lavorato così tanto. Numero 2: Se solo fossi rimasto in contatto con i miei amici. Numero 3: Se solo avessi cercato di essere più felice. Numero 4: Se solo avessi avuto il coraggio di essere me stesso. E numero 5: Se solo avessi inseguito i miei sogni, invece di fare quello che gli altri si aspettavano da me.

Per quanto ne sappia io, nessuno ha mai detto agli infermieri: "Se solo avessi giocato di più con i videogiochi", ma quando sento questi 5 rimorsi dei moribondi, non posso non sentire cinque profondi desideri che i giochi aiutano a realizzare.

Per esempio, se solo non avessi lavorato così tanto. Per molte persone significa, se solo avessi trascorso più tempo con la mia famiglia, con i miei figli che stavano crescendo. Sappiamo che giocare insieme ha effetti straordinari sulla famiglia. Uno studio recente della Brigham Young University School of Family rivela che i genitori che passano più tempo a giocare ai videogiochi con i figli nella vita hanno con loro relazioni molto più forti.

Se solo fossi rimasto in contatto con i miei amici. Centinaia di milioni di persone usano social games come Farmville o Words With Friends per restare in contatto con gli amici reali e con la famiglia. Uno studio recente dell'Università del Michigan mostra che questi giochi sono strumenti molto efficaci nella gestione delle relazioni . Ci aiutano a restare in contatto con le persone della nostra rete sociale che altrimenti si allontanerebbero, se non giocassimo insieme.

Se solo fossi stato più felice. Non posso che pensare agli esperimenti clinici rivoluzionari realizzati di recente dalla East Carolina University che mostrano che i giochi online possono essere più efficaci dei farmaci nel trattamento clinico dell'ansia e della depressione. Soltanto 30 minuti di gioco online al giorno sono stati sufficienti a migliorare radicalmente l'umore e ad aumentare la felicità a lungo termine.

Se solo avessi avuto il coraggio di essere me stesso. Gli avatar sono un modo di essere noi stessi, la versione di chi potremmo diventare, più eroica e idealizzata. Lo vedete in questo ritratto dell'alter ego di Robbie Cooper di un giocatore con il suo avatar. La Stanford University conduce ricerche da 5 anni per documentare come giocare con un avatar idealizzato cambi il modo in cui pensiamo e agiamo nella vita reale, e ci renda più coraggiosi, più ambiziosi, più dedicati ai nostri obiettivi.

Se solo avessi inseguito i miei sogni, e non quello che gli altri si aspettavano da me. I giochi lo fanno già? Non sono sicura, quindi ho lasciato un punto di domanda, un punto di domanda alla Super Mario. Ci torneremo dopo.

Ma nel frattempo forse vi state chiedendo, chi è questa designer di videogiochi che ci parla di rimorsi sul letto di morte? Ed è vero, non ho mai lavorato in un ospizio, non sono mai stata sul letto di morte. Ma di recente ho trascorso molto tempo a letto, con il desiderio di morire. Volevo veramente morire.

Lasciate che vi racconti una storia. Ho iniziato due anni fa, quando ho sbattuto la testa e ho subito una commozione cerebrale. La commozione non è guarita correttamente, e 30 giorni dopo avevo ancora sintomi come mal di testa ininterrotti, nausea, vertigini, perdita di memoria, confusione mentale. Il dottore mi disse che per curare il cervello, dovevo riposare. Dovevo evitare di scatenare i sintomi. Per me questo significava non leggere, non scrivere, non giocare, niente lavoro né email, non correre, niente alcool, niente caffeina. In altre parole -- e credo che sappiate dove andiamo a parare -- nessun motivo per vivere.

Ovviamente dovrebbe essere divertente, ma seriamente, ideare un suicidio è abbastanza comune in casi di trauma cranici. Succede in un caso su tre, ed è successo a me. Il mio cervello ha cominciato a dirmi: Jane, tu vuoi morire. Diceva: "Non ti sentirai mai meglio". Diceva: "Il dolore non finirà mai".

E queste voci sono diventate così insistenti e persuasive che ho cominciato giustamente a temere per la mia vita, ed è il momento in cui mi sono detta, dopo 34 giorni -- e non dimenticherò mai quel momento. Mi sono detta: "O mi uccido, o trasformo tutto questo in un gioco".

Ma perché un gioco? Sapevo da più di 10 anni, da ricerche sula psicologia dei giochi, che quando giochiamo -- e si tratta di lletteratura scientifica -- affrontiamo le sfide più difficili con maggiore creatività, maggiore determinazione, maggiore ottimismo, ed è più probabile che ci rivolgiamo ad altri per farci aiutare. Io volevo portare queste caratteristiche del giocatore nella mia sfida reale, così ho creato un gioco di ruolo per il recupero chiamato "Jane che Ammazza il Trauma Cranico".

È diventata la mia identità segreta, e la prima cosa che ho fatto nel ruolo di assassina è stato chiamare la mia gemella -- ho una sorella gemella di nome Kelly -- e dirle: "Sto giocando per curarmi il cervello, e voglio che tu giochi con me". È stato un modo più facile per chiedere aiuto.

È diventata la mia prima alleata nel gioco. Mio marito Kiyash ci ha raggiunto dopo, e insieme abbiamo identificato e combattuto i cattivi, vale a dire tutto ciò che poteva scatenare i sintomi e quindi rallentare il processo di guarigione, cose come la luce intensa e gli spazi affollati. Collezionavamo e attivavamo anche poteri aggiuntivi. Erano tutto quello che potevo fare anche nel peggiore dei giorni per sentirmi un po' meglio, un po' più produttiva. Cose come coccolare il mio cane per 10 minuti, o alzarmi dal letto e fare il giro dell'isolato almeno una volta.

Il gioco era molto semplice: assumere un'identità segreta, reclutare alleati, combattere i cattivi, attivare i super-poteri. Anche con un gioco così semplice, dopo solo un paio di giorni, quel velo di ansia e depressione era sparito, svanito. È stato come un miracolo. Non era una cura miracolosa per i mal di testa o per i sintomi cognitivi. È durato più di due anni, ed è stato di gran lunga l'anno più difficile della mia vita. Ma anche quando avevo ancora i sintomi, anche quando sentivo ancora dolore, ho smesso di soffrire.

Quello che è successo dopo con il gioco mi ha sorpresa. Ho pubblicato qualche video e alcuni post in un blog, spiegando come giocare. Ma non tutti hanno una commozione cerebrale, ovviamente, non tutti vogliono essere "assassini", quindi ho rinominato il gioco SuperBetter [SuperMeglio].

E ho cominciato a sentire di gente che, in tutto il mondo, adottava la propria identità segreta, reclutava i propri alleati, e si sentiva "super meglio" affrontando sfide come il cancro e il dolore cronico, la depressione e il morbo di Crohn. C'era anche gente che giocava con malattie in fase terminale come la SLA. E io capivo dai loro messaggi e dai loro video che il gioco li stava aiutando proprio come aveva aiutato me. Dicevano di sentirsi più forti e più coraggiosi, di sentirsi meglio ed anche più capiti da amici e familiari. Dicevano addirittura di sentirsi più felici, anche se sentivano dolore, anche se stavano affrontando la sfida più dura della loro vita.

Cosa stava succedendo? intendo nel mio caso, all'epoca. Come poteva un gioco così insignificante intervenire in maniera così potente, in circostanze così serie e in certi casi per questioni di vita o di morte? Se non avesse funzionato per me, non avrei mai creduto che fosse possibile. Si è scoperto che c'è una base scientifica anche qui. Alcune persone si sentono più forti e più felici dopo un evento traumatico. Ed è quello che stava accadendo a noi.

Il gioco ci stava aiutando a sperimentare quello che gli scienziati chiamano crescita post-traumatica, che non è una cosa di cui sentiamo parlare comunemente. Di solito sentiamo di disturbo post-traumatico da stress. Ma gli scienziati ora sanno che un evento traumatico non ci condanna a soffrire indefinitamente. Invece lo possiamo usare come trampolino per scatenare le nostre migliori qualità e vivere più felici.

Ecco la classifica delle cinque cose che dice la gente con crescita post-traumatica: le mie priorità sono cambiate. Non ho paura di fare quello che mi rende felice. Mi sento più vicino agli amici e alla famiglia. Capisco meglio me stesso. Ora so chi sono veramente. Ho una maggiore percezione del significato e del senso della vita. Sono in grado di concentrarmi meglio su sogni e obiettivi.

L'avete già sentito? Dovrebbe, perché la classifica dei tratti da crescita post-traumatica è sostanzialmente l'esatto opposto della classifica dei rimorsi di chi sta morendo. È interessante, vero? Sembra che, in qualche modo, un evento traumatico possa scatenare la nostra capacità di condurre una vita con meno rimorsi.

Ma come funziona? Come si arriva dal trauma alla crescita? O meglio, c'è un modo per trarre tutti questi benefici della crescita post-traumatica senza subire un trauma, senza una botta in testa? Sarebbe meglio, no?

Volevo capire meglio il fenomeno, quindi ho divorato molta letterature scientifica, ed ecco cosa ho imparato. Ci sono quattro forme di forza, di resistenza, che contribuiscono alla crescita post-traumatica, e ci sono attività scientificamente confermate che si possono fare tutti i giorni per costruire questi quattro tipi di resistenza, senza bisogno di subire un trauma.

Potrei dirvi quali sono questi quattro tipi di forza, ma preferisco farveli sperimentare di persona. Preferisco che cominciamo a costruirli insieme adesso. Ecco cosa faremo. Faremo insieme un gioco veloce. Adesso è il momento in cui vi guadagnate quei 7 minuti e mezzo di vita che vi ho promesso prima. Tutto quello che dovete fare è completare con successo le prime quattro sfide di SuperBetter. E sento che riuscirete a farlo. Ho fiducia in voi.

Siete tutti pronti? Questa è la prima sfida. Partiamo. Sceglietene una: Alzatevi in piedi e fate tre passi, o chiudete le mani a pugno, alzatele sopra la testa il più in alto possibile per cinque secondi. Via! Perfetto, mi piacciono le persone che le fanno entrambe. Siete ambiziosi. Molto bene. (Risate)

Perfetto. Questo vale un punto in più di resistenza fisica, il che significa che il vostro corpo può resistere allo stress e guarire più rapidamente. Sappiamo dalle ricerche che la prima cosa da fare per stimolare la resistenza fisica è non stare seduti immobili. Non ci vuole altro. Ogni secondo in cui non state seduti fermi, migliorate attivamente la salute del cuore, dei polmoni e del cervello.

Tutti pronti per la prossima sfida? Voglio che schiocchiate le dia 50 volte, o che contiate alla rovescia da 100, sette alla volta, tipo: 100. 93... Via!

(Schiocco)

Non smettete.

(Schiocco)

Non lasciate che chi conta alla rovescia da 100 interferisca con voi che contate fino a 50.

(Risate)

Bene. Wow. È la prima volta che vedo una cosa del genere. Bonus resistenza fisica. Ben fatto, tutti quanti. Questo vale un punto in più di resistenza mentale, il che significa che avete maggiore concentrazione mentale, maggiore disciplina, determinazione e forza di volontà. Sappiamo dalla ricerca scientifica che la forza di volontà lavora come un muscolo. Si rafforza con l'esercizio. Affrontare una piccola sfida senza darsi per vinti, anche una sfida assurda come schioccare le dita esattamente 50 volte o contare alla rovescia da 100, sette alla volta è un modo scientificamente provato per stimolare la forza di volontà.

Ottimo lavoro. Sfida numero tre. Sceglietene una: Considerando la sala in cui siamo il destino ha già scelto per voi, ma ci sono due opzioni. Se siete al chiuso, trovate una finestra e guardate fuori. Se siete all'esterno, trovate una finestra e guardate all'interno. Oppure fate una ricerca veloce nelle immagini di Google di "cucciolo [il vostro animale preferito]".

Potete farlo sui vostri cellulari, o potete anche solo urlare il nome di qualche cucciolo di animale, ne trovo qualcuno io e li proietto sullo schermo per tutti. Cosa vogliamo vedere? Bradipo, giraffa, elefante, serpente. Ok, vediamo cosa abbiamo. Cucciolo di delfino e cucciolo di lama. Guardate tutti. Fatto? Ok, un altro. Cucciolo di elefante. A questo applaudiamo? È fantastico.

Perfetto, ora abbiamo la sensazione di avere un punto in più di resistenza emotiva, il che significa che abbiamo la capacità di provocare emozioni potenti, positive, come la curiosità o l'amore, che proviamo quando guardiamo cuccioli di animali, quando ne abbiamo più bisogno.

Ed ecco a voi il segreto, dalla letteratura scientifica. Se riuscite a gestire tre emozioni positive per ogni emozione negativa, in un'ora, un giorno, una settimana, migliorate radicalmente la salute e la capacità di affrontare con successo qualunque problema abbiate di fronte. E si chiama rapporto uno a tre delle emozioni positive. È il mio trucco preferito di SuperBetter, quindi continuate così.

Bene, scegliete, ultima sfida: Stringete la mano di qualcuno per sei secondi, o inviate a qualcuno un veloce ringraziamento scritto, per email, Facebook o Twitter. Via!

(Vocìo)

Mi sembra ben fatto. Bene, bene. Continuate così. Mi piace! Perfetto, un punto in più in resistenza sociale, che significa che ricevete maggiore forza dagli amici, dai vicini, dalla famiglia, dalla comunità. La gratitudine è un modo fantastico per stimolare la resistenza sociale Il contatto è ancora meglio.

Ecco un altro segreto per voi: stringere la mano di qualcuno per sei secondi aumenta radicalmente il livello di ossitocina nel sangue, l'ormone della fiducia. Significa che chi di voi ha stretto la mano è preparato biochimicamente ad apprezzare ed è pronto ad aiutare. Questa volontà si prolunga durante la pausa, quindi approfittate delle opportunità di contatto.

(Risate)

Ok, avete completato con successo le quattro sfide, vediamo se avete completato con successo la missione per poter ottenere sette minuti e mezzo di vita in più. E qui condividerò con voi ancora un po' di scienza. Si è scoperto che le persone che stimolano regolarmente questi quattro tipi di resistenza, fisica, mentale, emotiva e sociale, vivono 10 anni più degli altri. È vero. Se realizzate regolarmente il rapporto 3 a 1 di emozioni positive, se non state mai fermi seduti per più di un'ora di seguito, se vi mantenete in contatto ogni giorno con la persona a cui tenete, se affrontate piccoli obiettivi per stimolare la forza di volontà, vivrete 10 anni più di chiunque altro, ed ecco da dove viene fuori la matematica che vi ho mostrato prima.

L'aspettativa di vita media negli Stati Uniti e nel Regno Unito è di 78,1 anni, ma sappiamo da studi scientifici su più di 1000 persone che si possono aggiungere 10 anni di vita stimolando i quattro tipi di resistenza. Ogni anno in cui stimolate i quattro tipi di resistenza, guadagnate 0,128 anni di vita in più o 46 giorni di vita in più, o 67 298 minuti di vita in più, il che significa che ogni giorno guadagnate 184 minuti di vita, o ogni ora in cui stimolate i quattro tipi di resistenza, come abbiamo appena fatto insieme, guadagnate 7,68245837 minuti di vita in più.

Congratulazioni, questi sette minuti e mezzo sono tutti vostri. Ve li siete guadagnati.

(Applausi)

Sì! Fantastico. Aspettate, aspettate. Avete ancora una missione speciale, la vostra missioni segreta. Come passerete questi sette minuti e mezzo di vita in più?

Ecco il mio suggerimento. Questi sette minuti e mezzo di vita sono come i desideri del genio della lampada. Potete usare il vostro primo desiderio per desiderare un altro milione di desideri. Astuto, vero? Quindi se passate questi sette minuti e mezzo facendo qualcosa che vi rende felici, o che vi rende fisicamente attivi, o che vi mette in contatto con qualcuno a cui tenete, o anche solo affrontando una piccola sfida, stimolerete la vostra resistenza, e guadagnerete altri minuti.

E la buona notizia è che potete continuare all'infinito. Ogni ora del giorno, ogni giorno della vita, fino al letto di morte, che ora sarà 10 anni più in là di quello che sarebbe dovuto essere. E quando ci arrivate, molto probabilmente non avrete questi cinque rimorsi, perché vi sarete costruiti la forza e la resistenza per condurre una vita come la desiderate. E con questi 10 anni in più, potreste addirittura avere tempo sufficiente per giocare un po' di più.

Grazie.

(Applausi)



Se vuoi scaricare il gioco SuperBetter per iPhone segui il link

http://itunes.apple.com/us/app/superbetter/id536634968

giovedì 5 luglio 2012

Anthony Robbins: la forza delle decisioni

Goditi questo ottimo video.Dovremmo guardarlo ogni mattina se stiamo rimandando una decisione importante o condividerlo con qualcuno che sappiamo trovarsi ad un bivio nella propria vita.



www.anthonyrobbinsitaly.it Perchè decisioni = destino?

Scoprilo direttamente dalla voce di Tony Robbins

viaAnthony Robbins: la forza delle decisioni - YouTube.

venerdì 29 giugno 2012

Paolo Sorrentino ci suggerisce qualche riflessione interessante

Guarda questo video e lasciati suggestionare dal pensiero "laterale" di questo bravo italiano.
Una confessione illuminante.
Marco Costanzo

mercoledì 6 giugno 2012

lunedì 28 maggio 2012

Chi ha spostato il mio formaggio: un libro da leggere e rileggere

Chi ha spostato il mio formaggio è un libro-favola sul cambiamento che ogni persona dovrebbe leggere nella sua vita.

Per leggerne una recensione segui il link sul sito pennaecalamaio.com

Altrimenti guarda questo video

 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kIan0GJCnAc&w=560&h=315]

lunedì 23 aprile 2012

Nelson Mandela e l'onesta intellettuale

La nostra paura più profonda

non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,

è di essere potenti oltre ogni limite.

E' la nostra luce, non la nostra ombra,

a spaventarci di più.

Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo,

non serve al mondo.

Non c'è nulla di illuminato

nello sminuire se stessi cosicchè gli altri

non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta

la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi:

è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere, inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela

giovedì 19 aprile 2012

Una lezione per chi vuole vincere i propri limiti

- ero triste perchè non avevo scarpe quando incontrai un uomo che non aveva piedi...


Ho visto questo cortometraggio ed ho subito pensato meritasse una condivisione planetaria.
Se conosci qualcuno che sta attraversando un momento difficile della vita, regalagli la possibilità di riflettere sulle proprie vere o presunte limitazioni e di come la nostra vita sia plasmata dai fiori-pensieri che piantiamo nel nostro giardino-cervello.
Buona visione e buona condivisione.
Marco

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=7BNG7e9RDis&w=560&h=315]

Il circo della farfalla The Butterfly Circus è un cortometraggio del 2009 diretto da Joshua Weigel.

viaIl circo della farfalla - YouTube.