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giovedì 24 luglio 2014

Un grande regalo da un non-guru del self-improvement

Matteo G.P. Flora non si definisce un guru del self-improvement ma questo video di 90 minuti ed in effetti il lavoro che ha scelto per la sua vita attuale è un altro.
Matteo è un hacker e come tale ha tenuto a donarci una sua esperienza personale che sicuramente merita di essere diffusa a tutti i manager di lingua italiana che non sanno gestire il proprio tempo (e le proprie aziende).

Questo talk è molto informale e rivolto essenzialmente a degli informatici ma merita assolutamente di essere generalizzato perchè le "buone pratiche" esposte sono molto efficaci anche in altri ambiti.

Durante l’ESC di quest’anno ho fatto uno speech un po’ particolare: invece di parlare semplicemente di tecnologia mi sono concentrato su una serie di “cose” che negli anni ho imparato ed utilizzato per la gestione della mia vita e della produttività. Ma anche di spiritualità, trucchi, massime. Ho cercato di condensare in un’oretta e mezza di conversazione la mia visione di una serie di cose della vita.
Non sono un medico, non sono uno psicologo e soprattutto non sono un docente di meditazione e/o di buddhismo. Centinaia di cose in questo video possono essere (e probabilmente sono) sbagliate, fuorvianti, pericolose o imprecise. Vedetela non come la verità, ma come la mia piccola personale dose di verità. Prendetela come spunto per cercare i VOSTRI valori, le VOSTRE metodologie e le VOSTRE credenze. 





Leggi l'articolo sul sito originale e per scaricare le slide della presentazione.

http://mgpf.it/2011/09/29/zenlife-lifehacking-for-hackers.html

E non dimenticare di fare i complimenti a questo grande informatico italiano e di diffondere questo post!!!

Marco Costanzo

giovedì 6 dicembre 2012

Fare volontariato aiuta a stare meglio

Impariamo da questa bella poesia di Renato Zero l'importanza di trovare la nostra felicità nell'attitudine a pensare agli altri e magari a dare loro una mano.

In questo periodo dell'anno aumenta la sensazione di solitudine da parte di chi vive situazioni d'indigenza e magari possiamo compiere dei semplici gesti che diventano significativi atti di speranza per chi li riceve.

Pensiamoci per questo Natale.

I giardini che nessuno sa (Renato Zero)

Senti quella pelle ruvida.
Un gran freddo dentro l'anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l'angolo,
gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
Ecco come si finisce poi,
inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici,
di felicità impossibili…
Tanti viaggi rimandati e già,
valigie vuote da un'eternità…
Quel dolore che non sai cos'è,
solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
E' un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli,
adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole.
Non toccare quelle pillole.
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei,
per vedere ciò che non vedi.
L'energia, l'allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti si, sempre si,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quei pesi sul cuore.
Nasconderti le nuvole,
quell'inverno che ti fa male.
Curarti le ferite e poi,
qualche dente in più per mangiare.
E poi vederti ridere,
e poi vederti correre ancora.
Dimentica, c'è chi dimentica
Distrattamente un fiore una domenica
E poi… silenzi. E poi silenzi.
Nei giardini che nessuno sa
Si respira l'inutilità.
C'è rispetto grande pulizia,
è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti si.
E sussurrarti non arrenderti
nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po' del tuo amore.
Stelle che ora tacciono,
ma daranno un segno a quel cielo.
Gli uomini non brillano
Se non sono stelle anche loro.
Mani che ora tremano,
perché il vento soffia più forte…
non lasciarli adesso no.
Che non li sorprenda la morte.
Siamo noi gli inabili,
che pure avendo a volte non diamo.
Dimentica, c'è chi dimentica,
distrattamente un fiore una domenica
e poi silenzi. E poi silenzi

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=mOf-LiUFHyk&w=420&h=315]