lunedì 17 maggio 2010

Il social network ha svuotato anche te?

Condanno semmai la fuga dal contenuto “corposo” per rifugiarsi esclusivamente sul micro-contenuto futile. Mi rammarico per coloro che avevano un blog e ora lo hanno chiuso per passare in toto ai media sociali. E mi infastidisce sentir dire cose tipo “eh, tanto ormai non avevo più il tempo per scrivere un articolo”, mentre la stessa persona che lo dice inonda i vari social di status e cinguettii. Spesso inutili.

via Sempre connessi… ma a che pro?.

Concordo con l'autore di questo articolo che spiega quanto sia inutile essere sempre connessi ad internet senza dare a questo un significato più profondo del condividere ed approvare quello che succede nei vari social network.

I gruppi di facebook si popolano di centinaia di migliaia di individui che "aderiscono" a qualsiasi cosa stimoli un po' la loro fantasia, senza poi dare una prosecuzione utile nella propria vita alle informazioni utili apprese online.

Aprite un blog. Oggi è davvero semplice e fornisco supporto gratuito a chiunque abbia intenzione di farlo. Parlate di tutto, trovate notizie online ed approfondite la vostra conoscenza, per poi esprimere i vostri giudizi.

E se volete, rileggete questa bellissima poesia di Kavafis per dare più succo alla vostra vita.


Per quanto sta in te – Kavafis




Per quanto sta in te


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.


Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.


Costantinos Kavafis




venerdì 14 maggio 2010

I numeri uno da soli non valgono molto

"Conterò poco, è vero"
diceva l'Uno ar Zero:
"ma tu che vali? Gnente: proprio gnente
sia nell'azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
E' questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
Che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso".

Trilussa

La capacità di legare è una delle caratteristiche più importanti che riconosciamo in tutti i leader. A volte, come nel caso esposto da Trilussa, un dittatore si avvantaggia della inconsistenza morale di tutti coloro che lo seguono in nome di un proprio tornaconto personale. In merito esiste un bellissimo libro di Erich Fromm dal titolo Fuga dalla libertà, Milano, 1963.

In un significato molto più positivo, tutti coloro che sono numeri uno in qualche cosa devono necessariamente contornarsi di persone valide affinchè un progetto personale diventi  una realtà in grado di modificare gli eventi esterni.

Se sei un numero uno, coltiva l'arte della flessibilità e della ricerca di altri numeri uno.

Ed infine ricorda cosa diceva Kant
Agisci in modo da considerare l'umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo. (da Critica della ragion pratica)

giovedì 13 maggio 2010

La poesia della gratitudine

Un dono


Un dono

Prendi un sorriso,

regalalo a chi non l’ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole,

fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente,

fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima,

posala sul volto di chi non ha pianto.

Prendi il coraggio,

mettilo nell’animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita,

raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza,

e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà,

e donala a chi non sa donare.

Scopri l’amore,

e fallo conoscere al mondo.

Mahtma Gandhi

mercoledì 12 maggio 2010

Riconosci la violenza: una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne



[caption id="attachment_187" align="alignleft" width="300" caption="no alla violenza sulle donne"]no alla violenza sulle donne[/caption]

La violenza sulle donne è indice della mancanza di civiltà di un Paese.

Miglioramento.com aderisce a questa campagna di sensibilizzazione per chi subisce in silenzio violenze dentro e fuori dalle mura domestiche.

Se puoi, replica sui social network, sul tuo blog o con piccole stampe personali il materiale che trovi sul sito Riconosci la violenza.
Questa campagna è un regalo che vorremmo passasse ancora di mano in mano. La cediamo gratuitamente a chiunque voglia condividerla ed esporla in pubblico, anche attraverso siti, blog, pagine facebook: privati cittadini, fondazioni, circoli culturali, aziende, amministrazioni locali, scuole, editori, emittenti televisive, Partiti e associazioni...

Per questo la campagna aderisce a Creative Commons: l'unica restrizione è il divieto di utilizzo a scopi commerciali e di modifica della creatività.
Potete scaricare qui i file per i banner e la stampa dei diversi soggetti: è possibile personalizzare la stampa con loghi info e recapiti in caso di iniziative o centri anti violenza. Vi verrà solo chiesto il nome, dove e come volete utilizzarli. Per poter tenere tutti al corrente del cammino che sta facendo il nostro regalo.
Perché più liberamente circola, più aiuterà le donne a capire che la violenza ha mille volti, anche i più insospettabili: devono imparare a riconoscerla. Soprattutto le più giovani, finché sono in tempo.

PICCOLI CONSIGLI PER FAR CAMMINARE LA CAMPAGNA.

1. Scaricate la campagna su riconoscilaviolenza.it, stampate anche su una normale stampante casalinga dei volantini A4 e chiedete ai negozianti del quartiere se possono esporla. Vanno benissimo anche le bacheche in ufficio. Qualcuno la vedrà...

2. Mandate alle amiche e amici che non hanno un profilo facebook una cara vecchia mail (ricordate?Un tempo i rapporti si tenevano con quelle), a cui allegherete l'album che trovate in questa pagina. Proponetegli di andare al sito riconoscilaviolenza.it per capire la storia della campagna e per adottarla.

3. Avete pensato alle palestre? I sette soggetti stampati in formati A4 possono essere ospitati nelle bacheche, con un grande effetto d'impatto.

4. Tutte le sedi di associazioni, i corridoi delle Facoltà, le bacheche dei condomini vanno benissimo. Se avete un medico di base donna, probabilmente vi permetterà di esporla.

5. A proposito di negozi: pensate al femminile e ai negozi frequentati da donne. Mercerie, negozi di abbigliamento/calzature anche per l'infanzia, lavanderie, calzolai, orlosvelto, cartolerie, librerie. Provate anche nelle farmacie: le farmaciste possono essere molto sensibili all'argomento.










visita Riconosci la violenza.

martedì 11 maggio 2010

La depressione secondo Wikipedia e altre fonti


Quando vediamo un nostro amico od un familiare triste o pensieroso per un periodo di tempo eccessivamente lungo o senza una causa apparente, possiamo pensare si tratti di depressione?


Quali sono i sintomi dai quali capire che effettivamente questi possa essere affetto da un disturbo depressivo?*


Ecco cosa riporta Wikipedia a riguardo




Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione (DSM-IV), propone i seguenti criteri per la diagnosi di depressione maggiore (unipolare):




  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri.

  2. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.

  3. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.

  4. Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.

  5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno.

  6. Affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.

  7. Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati, sensi di colpa, quasi ogni giorno.

  8. Diminuzione della capacità di concentrazione, attenzione e pensiero. Difficoltà nel prendere decisioni o iniziative in ambito familiare e/o lavorativo.

  9. Pensieri ricorrenti di morte o di intenzione e/o progettualità suicidaria.



Ed inoltre il concetto di salute mentale è espresso da questi indicatori
Secondo la definizione del dizionario Merriam-Webster, la salute mentale è «uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l'individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all'interno della società e rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno».

Alcune delle abilità caratteristiche della condizione di salute mentale sono:

  • Stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri

  • Partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente

  • Sviluppare la propria personalità investendo le proprie pulsioni istintuali nelle relazioni sociali

  • Risolvere i propri conflitti in modo equilibrato

  • Adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni

  • Avere una buona immagine di sé

  • Provare emozioni



Quando ti accorgi che un tuo amico o un familiare ha una situazione difficile da cui sta nascendo una patologia, quali sono le cose che dici o che fai per aiutarlo? A volte è proprio un caro amico che può cambiare il destino di una persona con una parola affettuosa o con un consiglio giusto.

La cosa importante è non trascurare i sintomi rivelano l'acutizzarsi della malattia e che possono richiedere l'intervento di un medico.

Continua a leggere informazioni sull'argomento

Disturbo depressivo - Wikipedia

oppure a vedere un video che spiega la depressione







Marco Costanzo

*Nulla su queso sito, o su Wikipedia.org o uno qualsiasi dei progetti della Wikimedia Foundation Inc., può essere interpretato come un tentativo di offrire un'opinione medica o in altro modo coinvolta nella pratica della medicina.

lunedì 10 maggio 2010

Lezione gratuita di meditazione a Bologna il 12 Maggio 2010

LEZIONE APERTA DI MEDITAZIONE

Presso il Centro Natura (Via degli Albari 6, Bologna)

Mercoledì 12 Maggio, ore 20.15

Entrata Libera

http://www.lameditazionecomevia.it

Siete dei procrastinatori?

“Procrastinare è una trappola. Troverai sempre delle scuse per procrastinare. Ma la verità è che esistono soltanto 2 cose nella vita: le scuse ed i risultati, e con le scuse non si va da nessuna parte.” Robert Anthony

leggi questo bell'articolo su Procrastinare: perché lo facciamo e come smettere | Blog EfficaceMente.