Non ci sono scorciatoie nella vita, nella maestria e in Amore. Non fingere di sapere (Don’t fake it ’till you make it); costruisci dalle basi: è un processo, non un teatrino. Più riesci a dare un servizio efficente più soldi farai ( e più potrai permettterti di distribuire !) Un’affermazione senza disciplina è l’inizio della delusione (Jim Rohn) Il Fallimento è un insegnate migliore del successo Invece di voler manipolare gli altri (persuadere, influenzare, sedurre) prova questo: ascolta davvero quello che dicono, fai domande con curiosità e augura ogni bene a ogni persona, indipendentemente da chi sia. Studia (30%). Pratica (60%). Insegna (10%).
sabato 7 settembre 2013
Il fallimento ed altri insegnamenti da considerare
venerdì 6 settembre 2013
Corso "Cambio Direzione" per trasformare la tua vita con il coach Roger Lannoy
Se potessi cambiare qualcosa nella tua vita …
cosa cambieresti? Cosa NON ti soddisfa oggi e come puoi costruire il futuro che desideri? Scoprilo in 2 giornate di trasformazione profonda con Roger Lannoy, da 20 anni coach nel campo del cambiamento immediato e duraturo.
Roma, 28-29 Settembre 2013
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Ecco una sintesi delle 5 sessioni in cui si articolano le 2 giornate di corso:
- nella 1° lavorerai su come potenziare la fiducia in Te Stesso: se non credi sufficientemente in te, come puoi raggiungere risultati straordinari?
- nella 2° imparerai a combattere le paure e gli auto-sabotaggi che ti limitano nel raggiungere ciò che desideri veramente
- nella 3°, costruirai la tua Visione (ossia la tua nuova direzione) in ambito personale, professionale, finanziario, e sulla salute, e tutte le azioni necessarie per perseguirla.
- nella 4°, definirai "Chi Sei veramente", la tua identità, quella senza la quale non potresti mairaggiungere ciò che desideri (... se non sai chi sei e cosa vuoi davvero come fai a sapere verso quale direzione andare? :-)
- Roger ha previsto poi anche una 5° sessione 'Bonus', una 'ciliegina sulla torta' che ha deciso di riservare solo a chi parteciperà a questo seminario: 'come gestire le stagioni della propria vita', e quindi imparare a gestirne i cicli, gli alti e bassi, dando nuove interpretazioni e un significato costruttivo ai momenti 'NO'. Questa sessione, in particolare, ti farà guadagnare ben 5 anni della tua vita ... insieme a Roger scoprirai il perchè!
Scopri cosa dice di Roger chi lo ha conosciuto tramite le sue video-coaching (ne trovi una gratuita in alto a sinistra!) e i suoi seminari:
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sabato 31 agosto 2013
Non arrendersi mai
Ci sono persone che al primo ostacolo mollano tutto, altre invece combattono per far si che i loro sogni diventino realtà. Queste persone sono un esempio per tutti noi e ci ricordano ogni giorno di continuare a credere in noi stessi.
lunedì 29 luglio 2013
Connessione tra felicità e pensiero errante
Bene, le persone vogliono molte cose dalla vita, ma credo che più di qualsiasi altra cosa, desiderino la felicità. Aristotele chiamava la felicità "il bene principale", il fine a cui tutte le altre cose sono rivolte. Secondo questa premessa, la ragione per cui vogliamo una casa spaziosa o una bella macchina o un buon lavoro non è il valore in sé e per sé di queste cose. È perché ci aspettiamo che ci rendano felici.
Ora, negli ultimi 50 anni, noi Americani abbiamo ottenuto molte delle cose che desideriamo. Siamo più ricchi. Viviamo più a lungo. Abbiamo accesso a tecnologie che solo qualche anno fa sarebbero sembrate pura fantascienza. Il paradosso della felicità è che nonostante le nostre condizioni di vita siano incredibilmente migliorate, difatto noi non siamo diventati più felici.
Forse perché queste nozioni convenzionali di progresso non hanno portato grandi benefici in termini di felicità, negli ultimi anni c'è stato un crescente interesse nella felicità in sé. Le persone discutono le cause della felicità da molto tempo, da migliaia di anni, ma pare che molti di questi dibattiti restino insoluti. Beh, come per molti altri settori della vita, credo che il metodo scientifico abbia il potenziale per risolvere la questione. Infatti, negli ultimi anni, si è sviluppata un'enorme ricerca sulla felicità. Per esempio, abbiamo imparato molto sulla sua demografia, come alcuni aspetti quali, ad esempio, il reddito, l'educazione, il genere e il matrimonio sono ad essa collegati. Ma uno dei misteri emersi è che fattori come questi non sembrano avere una forte influenza. Certo, è meglio fare più soldi piuttosto che meno, o laurearsi piuttosto che abbandonare gli studi, ma le differenze nella felicità tendono a essere piccole.
Il che lascia la questione aperta, quali sono le cause della felicità? Penso che sia una domanda a cui non abbiamo ancora dato risposta, ma credo che ci sia qualcosa per trovare una risposta ed è che la felicità ha molto a che fare con i contenuti della nostra esperienza nel tempo presente. Sembra che il modo in cui conduciamo le nostre vite, quello che facciamo, con chi siamo, cosa pensiamo abbiano una grande influenza sulla nostra felicità, e che questi stessi fattori siano difficili, se non impossibili da studiare, per gli scienziati.
Alcuni anni fa, ho scoperto un approccio per studiare la felicità delle persone momento per momento, nella quotidianità della loro esistenza su ampia scala in tutto il mondo, qualcosa che non eravamo in grado di fare prima. Si chiama trackyourhappiness.org, e utilizza l'iPhone per monitorare la felicità della gente in tempo reale. Come funziona? Praticamente mando alle persone dei segnali in momenti casuali della giornata, e faccio loro delle domande sulla loro esperienza presente vissuta appena prima il segnale. L'idea è che, se riusciamo a vedere come la felicità delle persone sale e scende nel corso della giornata, minuto per minuto in alcuni casi, e cerchiamo di capire come stanno vivendo le persone, con chi sono, cosa stanno pensando e tutti gli altri fattori che descrivono la nostra giornata, come possono essere in relazione con quei cambiamenti della felicità, allora potremmo essere in grado di scoprire alcune delle cose che hanno una grande influenza sulla felicità. Siamo stati fortunati con questo progetto, abbiamo raccolto un sacco di dati, dati che non credo siano mai stati raccolti prima, oltre 650 000 rapporti in tempo reale da oltre 15 000 persone. E non è solo vasto numero di persone, è un gruppo molto eterogeneo, persone di diversa età, dai 18 anni agli ultraottantenni, un'ampia fascia di reddito, livello di istruzione, persone che sono sposate, divorziate, vedove, ecc. Collettivamente rappresentano ognuna delle 86 categorie professionali e provengono da oltre 80 paesi.
Nel tempo che mi rimane con voi oggi vorrei parlarvi un po' di una delle aree che abbiamo indagato, ossia il pensiero errante. Come esseri umani, abbiamo questa capacità unica di vagare con le nostre menti lontano dal presente. Questo ragazzo è seduto a lavorare con il suo computer, e potrebbe essere intento a pensare alla vacanza fatta il mese scorso, a domandarsi che cosa ci sarà per cena. Forse è preoccupato di diventare calvo. (Risate) Questa capacità di focalizzare la nostra attenzione su qualcosa di diverso dal presente è veramente sorprendente. Permette di imparare, progettare e ragionare in modi che nessun'altra specie animale può fare. Eppure non è chiaro qual è il rapporto tra il nostro uso di questa abilità e la nostra felicità. Probabilmente avete sentito persone che suggeriscono di rimanere concentrati sul presente. "Essere qui ora", probabilmente l'avete sentito centinaia di volte. Forse, per essere veramente felici, abbiamo bisogno di rimanere completamente immersi e concentrati sulla nostra esperienza presente. Forse queste persone hanno ragione. Forse il pensiero errante è una brutta cosa. D'altra parte, quando la nostra mente vaga, è senza vincoli. Non possiamo cambiare la realtà fisica davanti a noi, ma possiamo andare ovunque nella nostra mente. Poiché sappiamo che la gente vuole essere felice, forse quando la nostra mente vaga, sta andando da qualche parte dove è più felice rispetto al luogo che sta lasciando. Avrebbe molto senso. In altre parole, forse i piaceri della mente ci permettono di aumentare la nostra felicità con il pensiero errante.
Beh, dato che io sono uno scienziato, vorrei cercare di risolvere questo dibattito con alcuni dati e, in particolare vorrei presentarvi alcuni dati provenienti da tre domande che chiedo con Track Your Happiness. Ricordate, questo proviene dall'esperienza momento-per-momento nella vita reale delle persone. Ci sono tre domande. La prima è una domanda sulla felicità: Come ti senti, su una scala che va da molto male a molto bene? In secondo luogo, una domanda sull'attività: Cosa stai facendo, su un elenco di 22 diverse attività comprese cose come mangiare e lavorare e guardare la TV? E infine una domanda sul pensiero errante: Stai pensando a qualcos'altro rispetto a quello che stai facendo in questo momento? Le persone potrebbero dire di no - -in altre parole, sono focalizzato solo sul mio compito -- o Sì -- sto pensando a qualcos'altro -- e l'argomento di quei pensieri è piacevole, neutro o sgradevole. Qualsiasi di tali risposte affermative sono quello che abbiamo chiamato pensiero errante.
Così che cosa abbiamo scoperto? Questo grafico mostra la felicità sull'asse verticale, e vedete quella barra che rappresenta quanto felici sono le persone quando sono focalizzate sul presente, quando non stanno vagando con i pensieri. Come potete vedere, le persone sono sostanzialmente meno felici quando le loro menti stanno vagando rispetto a quando non lo fanno. Ora si potrebbe guardare questo risultato e dire: ok, certo, in media le persone sono meno felici quando stanno vagando con la mente, ma sicuramente quando le loro menti si stanno estraniando da qualcosa che fin dall'inizio non è molto piacevole, almeno allora il pensiero errante dovrebbe fare qualcosa di buono per noi. No. Come è emerso, le persone sono meno felici quando stanno vagando con la mente non importa quello che stanno facendo. Ad esempio, alle persone non piace molto il tragitto casa-lavoro. È una delle attività meno piacevoli, eppure sono sostanzialmente più felici quando sono concentrate solo sui loro spostamenti rispetto a quando la loro mente sta pensando ad altro. È incredibile.
Come è potuto accadere? Credo che parte della ragione, una grande parte della ragione, è che, quando la nostra mente vaga, spesso pensiamo a cose sgradevoli e siamo enormemente meno felici quando lo facciamo, le nostre preoccupazioni, le nostre ansie, i nostri rimpianti, eppure quando le persone pensano a qualcosa di neutro, sono ancora molto meno felici rispetto a quando non stanno vagando con il pensiero. Anche quando stanno pensando a qualcosa di piacevole, in realtà sono solo un po' meno felici rispetto a quando non stanno vagando con i pensieri. Se il pensiero errante fosse una slot machine, sarebbe come avere la possibilità di perdere 50 dollari, 20 dollari o un dollaro. Giusto? Non ci giochereste mai. (Risate)
Così ne ho parlato, suggerendo, forse, che il pensiero errante causa infelicità, ma tutto ciò che vi ho mostrato è che queste due cose sono correlate. È possibile che sia così, ma potrebbe anche essere che quando le persone sono infelici, comincino a vagare con la mente. Forse questo è ciò che sta realmente accadendo. Come potremmo mai districarci tra queste due possibilità? Beh, un fatto da cui possiamo trarre vantaggio, penso che sarete tutti d'accordo, è che il tempo va avanti, non indietro. Giusto? La causa deve precedere l'effetto. Siamo fortunati in questi dati abbiamo molte risposte da ogni persona, e così possiamo guardare e vedere se è il pensiero errante a precedere l'infelicità, o è l'infelicità a precedere il pensiero errante per ottenere alcune informazioni sulla direzione causa-effetto. Come emerge, c'è una forte relazione tra il vagare con la mente ora ed essere infelici poco tempo dopo, coerente con l'idea che il pensiero errante causa l'infelicità delle persone. Al contrario, non vi è alcuna relazione tra l'essere infelice ora e il vagare con la mente poco tempo dopo. In altre parole, il pensiero errante molto probabilmente sembra essere un'effettiva causa e non semplicemente una conseguenza, dell'infelicità.
Pochi minuti fa, ho paragonato il pensiero errante a una slot machine con cui non vorreste mai giocare. Beh, quanto spesso le persone vagano con i loro pensieri? Ne viene fuori che lo fanno spesso. In realtà, davvero moltissimo. Per il 47% del tempo, le persone stanno pensando a qualcosa di diverso da quello che stanno facendo in quel momento. Come dipende tutto ciò da quello che la gente sta facendo? Questo dimostra il tasso di pensiero errante su 22 attività che va da un massimo di 65% -- (Risate) -- quando le persone stanno facendo la doccia, lavandosi i denti, al 50%, quando stanno lavorando, al 40% quando fanno attività sportiva, fino al valore più basso su questa barra sulla destra per cui alcuni di voi stanno probabilmente ridendo. Il 10% del tempo le menti delle persone pensano ad altro quando stanno facendo sesso. (Risate) Ma c'è qualcosa che credo sia molto interessante in questo grafico, e cioè, in sostanza, con una sola eccezione, non importa cosa la gente stia facendo, ma vaga con la mente almeno per il 30% del tempo, il che suggerisce, credo, che il pensiero errante non è poco frequente, è onnipresente. Fondamentalmente pervade tutto ciò che facciamo.
Nel mio discorso di oggi, vi ho parlato un po' del pensiero errante, una variabile che penso sia piuttosto importante nell'equazione per la felicità. La mia speranza è che con il tempo, tenendo traccia momento per momento della felicità delle persone e delle loro esperienze nella vita quotidiana, saremo in grado di scoprire molte cause importanti della felicità, e quindi, alla fine, una conoscenza scientifica della felicità ci aiuterà a creare un futuro non solo più ricco e più sano, ma anche più felice. Grazie. (Applausi) (Applausi)
Guarda il video
sabato 27 luglio 2013
Sofferenza ed attaccamento
In questo seminario Salvatore Brizzi condivide la sua esperienza in merito alla sofferenza ed all'attaccamento.
Interessante esperienza per chi vuole avvicinarsi al concetto buddista di imperamenza.
Lascia il tuo commento se vuoi.
Interessante esperienza per chi vuole avvicinarsi al concetto buddista di imperamenza.
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giovedì 27 giugno 2013
Relazione tra comunicazione con se stessi, motivazione e raggiungimento degli obiettivi
Interrogate le prime 100 persone che incontrate, chiedete loro cosa desiderano di più dalla vita e 98 non saranno capaci di dirvelo.
Se li spingete a dare una risposta qualcuno dirà: sicurezza, qualcuno denaro o felicità, altri diranno fama e potere, e altri ancora riconoscimenti sociali, felicità di vita, salute, abilità nello scrivere ed altro ancora. Questi non sono obiettivi, ma semplicemente condizioni desiderate da ognuno di voi: sono aspirazioni, speranze.
Quando parliamo di obiettivi, ci riferiamo sì a quello che si desidera, ma che è stato ben individuato e quantificato e che corrisponde alla giusta immagine che noi vogliamo di noi stessi.
L'obiettivo è tale quando ha tre requisiti: concretezza, misurabilità ed è personalizzato.
Se visitando un porto vi capitasse di salire su un ponte di comando di una nave qualsiasi, e chiedeste al capitano quale è il suo prossimo scalo, vi risponderebbe prontamente con una frase sola. Tutte le persone dovrebbero essere in condizione di fare la stessa cosa.
Tuttavia voi siete in grado di spiegare in poche parole qual è la vostra meta? Con molta probabilità non avete mai definito i vostri obiettivi. Ed ecco che dovreste sentirvi come una nave in balia di ogni vento e di tutte le maree; trasportati in continuazione sperando di arrivare un giorno, per caso, così, in un porto dove troverete il successo. Il successo non corrisponde però ai desideri; esso corrisponde soltanto ai programmi definiti e basati su obiettivi ben precisi.
Se non pensiamo con chiarezza alla meta che desideriamo raggiungere, il nostro pensiero è confuso, passando da una cosa all'altra, con il risultato che non concludiamo niente e non arriviamo in nessun posto. Pensando ogni mattino, ogni sera, e poi spesso durante il giorno, ad una meta ben definita, incominciamo a dirigerci verso di essa, con potenza, direzione certa, velocità.
Una volta che sappiamo qual è la nostra meta, sappiamo perchè ci alziamo al mattino, sappiamo perchè lavoriamo, e perchè è importante dare nel lavoro il meglio di se stessi.
Decidete il vostro obiettivo, niente può sostituirlo.
Uno scopo sottolinea il carattere, la cultura, la posizione ed il raggiungimento di qualunque cosa. Decidete il vostro scopo, per il quale valga la pena di impegnarsi a fondo, non abbandonatelo, scrivetelo su un foglio, leggetelo in continuazione, in modo che diventi una abitudine, che vi condurrà al successo.
"L'uomo che riuscirà ad innalzarsi al di sopra dei suoi simili è colui che distinguerà chiaramente il suo obiettivo e che dirigerà abitualmente i suoi poteri verso tale obiettivo".
Createvi un'immagine del vostro obiettivo, come se l'aveste già raggiunto, ma accertatevi che sia un'immagine ben specifica, non generalizzata.
Non vi dà una sensazione di vuoto, di incertezza il non riconoscervi oggi in un vostro obiettivo futuro? Il capitano di una nave che non sa dove è giunto e dove si trova, vive nel dubbio. La più piccola nube che passa in cielo gli crea paura, teme la tempesta e cosa potrà mai accadere.
Ma se egli sa con precisione, dove si trova e dove è diretto, anche la tempesta più violenta viene affrontata con decisione, sicurezza ed obiettività.
Chi sa dove andare, può anche condurre, dirigere, influenzare. Dobbiamo liberarci dai dubbi, dalle incertezze e dai timori.
Createvi un obiettivo e chiedetevi cose grandi:
"L'UTOPIA DI OGGI E' LA REALTA' DI DOMANI"
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sabato 20 aprile 2013
Corso PNL - Lezione 8 - il canale sensoriale primario
L'ottava lezione del corso di Programmazione Neuro Linguistica su
youtube. Alcuni esercizi pratici per capire il canale d'accesso del
nostro interlocutore e sapere come relazionarsi con lui. Questa è la
chiave d'accesso per una comunicazione davvero efficace.
L`intero corso online gratuito è disponibile a corsopnl@getresponse.com
visitate anche http://www.neurolinguistic.com
Per scoprire una innovativa applicazione della PNL invia una email vuota all'indirizzo corsoinglese@getresponse.com e riceverai un corso gratuito per imparare l'inglese con l'ipnosi.
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